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SETTEMBRE - ESPANDERSI NEL SORRISO: CONCRETIZZAZIONE
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SETTEMBRE - ESPANDERSI NEL SORRISO: CONCRETIZZAZIONE
È possibile far convivere il potere dell’immaginifico e la sua concretizzazione come due facce della stessa medaglia? Tra le pagine di ABBI CURA DEI SOGNI, il mese di settembre diventa lo spazio perfetto per sperimentare questa possibilità.


L’opera d’arte nasce dalla rinuncia dell’intelligenza a ragionare il concreto.

(Albert Camus)


Capita di immaginare la realizzazione dei nostri sogni come ad un atto puramente ideale o, al contrario, come uno sforzo di sola volontà che, tutto ad un tratto, come per magia, ci consegna il cambiamento desiderato impacchettato ed infiocchettato. Spesso ci dimentichiamo che la concretizzazione dei nostri desideri, la realizzazione del nostro ikigai, è un processo che si costruisce un passo alla volta, lentamente, scelta dopo scelta seguendo una traiettoria precisa. E’ come per raggiungere la vetta. Possiamo schioccare le dita ed essere già in cima? No. Ci arriviamo con l’intenzione precisa di arrivarci. Il come, talvolta, può differire dai nostri piani, ma una cosa è certa: senza benessere psicofisico ed emotivo, arrivarci sarà molto difficile. La stessa cosa vale per i sogni, per la manifestazione del proprio ikigai: per potersi radicare nella materia abbiamo bisogno che il contenitore sia pronto a riceverlo.

Elevazione e concretezza. È l’apparente paradosso con cui spesso ci scontriamo, per lo più nei mesi di settembre e gennaio, quando ci percepiamo sulla soglia di nuovi inizi. Come si fa a far germogliare le intuizioni dell’Anima nella vita di tutti i giorni? 

Una risposta possibile risiede nella nostra forza vitale. Se costruiamo la casa dei nostri sogni su un terreno cedevole, il rischio che crolli lasciandoci con il vuoto intorno, è elevato. 

Tante e diverse sono le pratiche e gli insegnamenti che possono aiutarci a mantenere la nostra forza vitale alta, ma le basilari e troppo spesso ignorate o trascurate restano le fondamenta su cui possiamo costruire tutto il resto:

- alimentazione consapevole: nutrire il corpo con cibi semplici, vivi e di stagione, trattando il momento del pasto come un rituale di presenza, masticazione lenta e rispetto per se stessi;

- idratazione: bere piccoli sorsi d’acqua a temperatura ambiente durante la giornata e regalarsi un bicchiere d’acqua tiepida al risveglio per ridestare il metabolismo e ripulirsi dalle tossine;

- sonno ristoratore: custodire il riposo come un tempio sacro (almeno 7-8 ore a notte), creando una routine serale rilassante che permetta al corpo e alla mente di rigenerarsi davvero;

- respirazione: respirare! E ritornare al respiro consapevole ogni volta che la mente fa troppi pensieri è la via più rapida per ritrovare calma, lucidità e forza interiore;

- movimento e natura: mantenere attivo il corpo con la costanza di una passeggiata quotidiana, prediligendo le attività all’aperto dove la luce del sole e l’aria fresca ricaricano la nostra forza vitale;

- socialità autentica: coltivare relazioni reali e nutrienti, limitando l’uso dei social network, per riscoprire il piacere puro del contatto umano e della condivisione;

- hobby e passioni: onorare ciò che amiamo fare, smettendo di metterci sempre in secondo piano rispetto ai doveri. Realizzarsi nel piacere e nella gioia come priorità.

- meditazione quotidiana: dedicare anche solo pochi minuti al giorno al silenzio per pacificare i pensieri è un acceleratore di consapevolezza che ci connette al senso più profondo dell’esistenza;

- pratica della gratitudine: spostare lo sguardo da ciò che manca a ciò che già c’è, imparando a ringraziare e a custodire la bellezza che ci circonda, permette di vivere nell’abbondanza anziché nella mancanza.


Se non nutriamo queste radici, qualsiasi nostra intenzione rischierà di poggiare su basi fragili.


L’anima della Lavanda e la parabola dell’aragosta

Prima di recarsi alla sua ultima pratica con Gaia, Margherita ascolta alla radio una bellissima parabola: quella dell’aragosta. L’aragosta è un animale molle che vive in un guscio rigido. Per crescere deve sentire il disagio di quel guscio diventato stretto, nascondersi sotto una roccia, spogliarsene e crearne uno nuovo. I momenti di disagio o di passaggio sono proprio il segnale che stiamo crescendo, che il vecchio guscio ci sta stretto e che siamo pronti a espanderci.

In questi delicati periodi di spogliazione, creare un ambiente sacro e protetto, può aiutarci nella trasformazione.

Nel racconto, Margherita entra in una stanza in penombra, si avvolge in un foulard morbido e colorato e accende un diffusore versando poche gocce di olio essenziale di Lavanda (Lavandula officinalis). Se sul piano fisico la Lavanda è celebre per le sue proprietà riequilibranti e distensive, sul piano emotivo e spirituale racchiude un insegnamento fondamentale per questa fase di concretizzazione: è l’essenza dell’integrazione e della comunicazione autentica.

Collegata simbolicamente al centro dell’ascolto e dell’espressione di sé (quinto chakra), la Lavanda agisce come un balsamo sulle nostre rigidità mentali e sulle ansie da prestazione. Ci affianca quando affiora la paura di mostrare al mondo chi siamo davvero o quando temiamo il giudizio altrui.

Diffondere o utilizzare la Lavanda durante le pratiche del mese di settembre significa donarsi un messaggio sottile: “posso mostrare la mia luce e svelare la mia verità senza timore”. L’olio essenziale di Lavanda, a livello emotivo e spirituale, crea quel legame armonioso tra la quiete dell’Anima e la nostra capacità di agire nel mondo, perché:

- pacifica il brusio mentale: allenta le rigidità, le paure di non farcela e l’ansia del giudizio, permettendoci di scivolare nell’inconscio con fiducia;

- abbassa le difese: proprio come l’aragosta che si rifugia sotto la roccia per cambiare pelle, l’aroma rilassante della Lavanda ci aiuta a sentirci al sicuro mentre ci spogliamo dei vecchi condizionamenti;

- svela la propria luce: dona il coraggio di esprimere chi siamo davvero. Diffondere la Lavanda mentre lavoriamo sui nostri sogni significa dire a noi stessi: “sono pronta a mostrare al mondo la mia autentica essenza, senza timore”.


L’olio essenziale di Lavanda prepara il terreno della concretizzazione, creando l’armonia aromatica necessaria affinché la mente razionale si faccia da parte e l’Anima possa finalmente parlare.


Espandersi nel sorriso e concretizzare: le due fasi del cambiamento

È solo mantenendo alta l’energia vitale che possiamo attraversare la duplice pratica che chiude il percorso di settembre:

- pratica A - espandersi nel sorriso: il momento in cui, attraverso il simbolo del quadrifoglio, lasciamo intersecare i nostri talenti, le nostre passioni, i bisogni del mondo e il giusto sostentamento. È il momento in cui l’ikigai si svela e la gioia si manifesta spontaneamente sul volto;

- pratica B - concretizzazione (l’arte di realizzarsi): il momento in cui la mente logica e strategica si mette al servizio del cuore, rispondendo alle domande pratiche (risorse, scadenze, ostacoli, azioni) per trasformare la visione in realtà tangibile.


“Nella ghianda c’è già la quercia”

Il percorso non è mai un cerchio chiuso: è una scala elicoidale. Settembre non ci riporta al punto di partenza, ma ci invita a guardare la nostra vita da un piano superiore, liberi dal vecchio guscio e pronti a fiorire.

Come ricorda Gaia a Margherita, non dobbiamo diventare qualcun altro. Dobbiamo solo permettere al seme che siamo già di nutrirsi, crescere e svelarsi al mondo.


P.S. nel capitolo IL SETTEMBRE DI MARGHERITA E GAIA Margherita, per svolgere la pratica, sceglie proprio l’olio essenziale di Lavanda, ma non uno a caso! È quello prodotto e certificato da l’Alambicco di Claudia Polenghi.

*Per approfondimenti: https://alambiccolab.com/products/olio-essenziale-di-lavanda-10-ml


Se queste parole hanno smosso qualcosa nel profondo, restiamo in ascolto. E’ il momento di leggere ABBI CURA DEI SOGNI - mano nella mano fino al tuo ikigai - l’arte di realizzarti (di Claudia Barzaghi e Barbara Nordio - Anima edizioni - 2026).


Un sorriso, Claudia